Scoprendo AnnaP.
Credo di aver intuito fin da subito i suoi segreti: quelli che la stanno rendendo una nuova stella del piccolo firmamento dell’erotismo raccontato. AnnaP è vera, spontanea e possiede un bagaglio di esperienze dirette e potenti, vissute con una intensità quasi aggressiva. La sua storia, affascinante quanto i suoi racconti, è però meglio che sia lei stessa a raccontarcela.
Cari amici lettori e autori, ho il piacere di presentarvi una nuova e passionale amica. Mi ha conquistata subito e spero che conquisti anche voi.
Dieci domande a… AnnaP
1. Ci racconti quando e come hai iniziato a scrivere racconti erotici? Avevi mai scritto altro prima, magari storie tradizionali, poesie o altro?
«Non avevo mai scritto racconti erotici, anche se mi è sempre piaciuto leggere, questo sì. Un amico conosciuto sul web, che ogni tanto scrive a sua volta, mi ha parlato di Erotika_App. Mi sono avvicinata al sito e ne sono stata subito affascinata, sia per la veste elegante con cui vengono presentate le storie e i libri, sia perché ho scoperto che sotto quell’aspetto raffinato e per nulla volgare si nascondevano racconti di qualità, eccitanti e trasgressivi, capaci di catturare le mie emozioni e risvegliare i miei desideri.
Ho trascorso alcuni giorni a leggere le storie pubblicate e, pian piano, ho iniziato a riflettere su ciò che avrei voluto trasmettere io stessa riguardo alle mie esperienze più personali.»
2. Esperienze di vita reali, quindi. Quali ti hanno ispirato e influenzato nella scelta di narrarle attraverso racconti erotici?
«Non ho avuto dubbi fin dal primo momento. Se avessi iniziato a scrivere, lo avrei fatto raccontando la mia vita e le mie emozioni. Infatti, ad oggi non c’è nulla di inventato nei miei racconti. Riporto ciò che ho vissuto realmente e che mi ha cambiata, facendomi sentire più viva e padrona di me stessa.»
3. Hai qualche “asso nella manica”? Uno stile tutto tuo o delle peculiarità che ritieni facciano la differenza?
«Non riesco a separare la mia personalità e la mia consapevolezza di donna dalle esperienze che ho maturato. Ora che mi sto appassionando al mondo della scrittura, anche grazie ai riscontri positivi di chi mi legge, sto imparando a essere più diretta e a condire i racconti con parole più decise e forti. Forse mi sto evolvendo, o forse sto semplicemente vincendo il pudore verbale dei primi testi.»
4. Le tue storie hanno tutto il sapore di emozioni molto vicine alla realtà. Cosa provi mentre scrivi, sapendo di essere letta e di mettere a nudo la tua intimità davanti a tante persone?
«Scrivere mi fa rivivere circostanze ed emozioni. Mi piace essere letta e amerei essere commentata senza filtri, anche giudicata: fa parte della vita.
Per gli uomini che mi leggono… beh, spero di attirare la loro attenzione. Mi piace immaginare che, mentre leggono le mie descrizioni più intime, l’eccitazione scenda fin dentro i pantaloni. Mi eccita pensare all’effetto che sto provocando.»
5. “Dal dire al fare”: scrivere ti ha portata a incontrare sul web o nella vita reale qualcuno dei tuoi lettori o fan?
«Ho incontrato tramite il web alcune coppie, sia da sola che accompagnata, ma questo già prima di iniziare a scrivere. Dopotutto ho cominciato da poco e mi scuso con i lettori per la mia eventuale inesperienza. Quello che posso dire è che scrivere mi piace sempre di più.»
6. Che rapporto hai con la masturbazione? E, se la pratichi, che tipo sei: da sveltina sotto la doccia o da raffinato rito con l’ausilio di oggetti del piacere?
«Sinceramente preferisco essere masturbata o leccata. Non ho un rapporto molto frequente con i toys. Preferisco sentire le dita dentro di me e la lingua in bocca. Sotto la doccia, al posto di un oggetto, preferisco un uomo deciso.»
7. Domanda alla “donna” che immaginiamo calda e sensuale: ti descrivi fisicamente per noi, con sincerità e dovizia di particolari, anche piccanti?
«Sono alta 1,66 m, peso 58 kg, bionda con capelli corti e occhi azzurri. Calzo il 38. Non ho tatuaggi, sono completamente depilata e ho una fessura ancora giovane, tonica, quasi da ragazzina… lo dico perché me lo dicono spesso.»
8. Da 1 a 10: quanto sei esibizionista? E come manifesti questo lato di te?
«Chi mi ha conosciuta soprattutto in occasione di qualche festa privata potrebbe rispondere… 11!
Con gli anni ho capito che mi piace essere vista, mi piace essere guardata anche da più persone — coppie o uomini — soprattutto mentre faccio sesso. Anzi, preferisco dire “mentre mi scopano” o “mentre mi faccio scopare”, perché solo a pensarci mi eccito subito.
Adoro anche quei momenti prima del sesso: al bar, in macchina, all’ingresso di un albergo… quei momenti in cui sei consapevole che di lì a poco offrirai il tuo corpo, che sarai posseduta e goduta.
Manifesto il mio lato esibizionista in modi diversi: a volte prendendo l’iniziativa e stuzzicando il partner, altre volte lasciando che siano gli uomini a farsi avanti, a cercarmi, a desiderare il mio corpo.»
9. Tieni queste parti della tua personalità e la tua attività di scrittrice totalmente private? Chi, tra amici e famiglia, sa di questo tuo lato erotico e creativo?
«Al momento lo sanno solo due o tre amici che mi sto dedicando anche alla scrittura, e ne sono entusiasti. Per il resto, per amici e conoscenti resto sempre la solita Anna. La mia personalità esibizionista e la mia disposizione al sesso, anche estremo e trasgressivo, la conoscono solo le persone con cui sono stata.»
10. Ancora più a nudo, se ti va: che rapporto hai con le perversioni? Ne hai mai sognate? Ne hai mai praticate? E cosa hai provato oltrepassando certi limiti?
«Ognuno ha un concetto di perversione che nasce dalle proprie esperienze e che spinge a immaginarne di nuove.
Quando ho sperimentato nuove esperienze, mi sono sempre valutata positivamente a posteriori: mi sono sentita all’altezza della situazione, mai inadeguata.
Condivido la mia sessualità con persone adulte perché, secondo me, la perversione non è disgiunta dalla mente e dalle esperienze. È un gioco più sofisticato che mi fa perdere i freni inibitori. Anche se in certe occasioni posso essere giudicata “una delle troie del gruppo”, non mi interessa particolarmente il giudizio di chi non capisce.
Se si può chiamare perversione — e non l’ho ancora realizzata — è quella di essere a disposizione di tre o quattro uomini di colore, molto eccitati, che mi desiderano per sfogare il loro bisogno di sesso.»
Plus – Spazio libero tutto per te:
Come ti piacerebbe “firmare” questa intervista?
«Quella che leggete sono io, senza filtri. Mi piace mettere a nudo la mia anima, le mie emozioni e il mio corpo.
Mi piacerebbe interagire di più nella comunità di Erotika_App, condividere emozioni e commenti con uomini e donne. Scrivere e scriversi è importante: aiuta se stessi e aiuta gli altri.»
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