Me la scopano in tre.
ogni occasione è buona per una nuova esperienza....
7 ore fa
Mi chiamo Michele, ho 24 anni, sono di media statura, occhi scuri, capelli neri, fisico normale. Da 4 anni convivo con Simona, mia coetanea; è di media statura, biondina, occhi chiari, bocca ampia e labbra carnose, un bel seno alto e tondo, che riempie bene una terza misura, con dei capezzoli grossi che sembrano dei succosi mirtilli, i fianchi sono stretti ed ha un bellissimo culetto, che sormonta un paio di cosce lunghe e ben tornite. Ci siamo conosciuti quando io avevo 20 anni e lei 19, ad una festa di amici comuni e, quella sera, dopo una divertente serata passata a ridere e scherzare insieme, al momento di tornare a casa, mi ha chiesto un passaggio e, quando eravamo quasi in prossimità di casa sua, mi ha chiesto di fermarmi in un parcheggio poco lontano; appena spenta l'auto, lei si è girata verso di me e mi ha guardato in attesa di qualcosa. Anch'io l'ho guardata per un attimo, senza capire, e lei, dopo un attimo di incertezza, mi ha chiesto se per caso non fosse di mio gradimento.
«Scusa, Michele, ma... voglio dire: forse, non ti piaccio?»
Sono rimasto sbalordito e, contrariamente a quanto da lei affermato, ho ribadito che era una bellissima ragazza e mi piaceva moltissimo. Allora lei mi ha guardato ancora, in attesa di qualcosa che proprio non capivo e, alla fine, è stata lei a dirmi cosa voleva.
«Se è vero che ti piaccio, perché non lo tiri fuori? Sono pronta a farti un pompino; ringrazio sempre così, chi mi dà un passaggio!»
Ammetto di esser rimasto alquanto sorpreso e, nello stesso tempo, ho aperto subito i pantaloni; quando ha visto che avevo un cazzo di buone dimensioni, subito me lo ha preso in bocca e mi ha regalato una pompa che non mi era mai stata fatta in vita mia. Me lo ha succhiato bene ed a lungo, assaporando al massimo il piacere di sentirlo tutto in gola e, alla fine, mi ha fatto sborrare anche l'anima. Naturalmente non ha perso una goccia, perché me lo ha leccato e lasciato pulito, lindo, poi si è sollevata e mi ha guardato cercando di capire se mi fosse piaciuto.
«Allora? Che diamine: sei soddisfatto?»
Non solo ero soddisfatto, ma anche molto contento e gliel'ho detto.
«Certo che mi è piaciuto, è stato veramente fantastico; se non ti offendi, vorrei dirti che sei una eccezionale pompinara!»
Subito dopo l’ho abbracciata ed ho fatto una cosa che l'ha stupita e sconvolta all'istante: l'ho baciata in bocca. Ha risposto al mio bacio ed abbiamo limonato un po'; ho sentito nella sua bocca il sapore della mia stessa crema e questa cosa mi è piaciuta molto, ma, soprattutto, ha mandato lei in estasi.
«Oh cazzo, Michele: mi hai baciato? Voglio dire... insomma, faccio bocchini da un po' e… cazzo, tu sei l'unico che mi ha baciato in bocca! Non ti dà fastidio?»
A quel punto, son rimasto stupito a mia volta.
«Cosa? Perché dovrebbe darmi fastidio baciarti dopo che me lo hai succhiato ed ingoiato la mia sbroda? Se non dà fastidio a te, perché dovrebbe infastidire me?»
Mi ha buttato le braccia al collo e questo ha dato la stura alla nostra storia. Abbiamo cominciato a far coppia fissa e, dopo poco, abbiamo scoperto che eravamo innamorati; ci piaceva il sesso e, cosa strana, ho scoperto che era anche vergine, mentre, oltre che in bocca, lo aveva preso anche nel culetto. Circa un anno dopo, abbiamo deciso di andare a convivere, perché lei era stata assunta come impiegata in un ufficio di assicurazioni ed io avevo preso posto come dipendente comunale; questa cosa ci ha spinto a cercare un appartamento ed a voler vivere insieme per poter continuare a divertirci a modo nostro, specialmente in fatto di sesso. Ho scoperto quanto piacere ha provato quando l'ho sverginata ed ho anche fatto emergere in lei la sua vena esibizionista, inducendola a divertirsi con me in maniera sconvolgente; fin da subito, mi son reso conto quanto mi eccitava veder la mia compagna oggetto di desiderio di altri maschi e, in particolar modo, mi eccitavano i suoi atteggiamenti da troia provocatrice. Abbiamo vissuto diverse avventure insieme, abbiamo portato avanti tanti giochi di esibizionismo dopo aver scoperto una bella spiaggia nudista, dove lei ha mandato in tilt il cervello di molti maschi, al punto da farli masturbare in suo onore; non nascondo che avrei anche voluto andar oltre, ma lei non ha mai voluto spingersi oltre il gioco erotico che, naturalmente, per noi si traduceva in scopate travolgenti. Quest'anno abbiamo anche cambiato la nostra vettura e questo ha comportato un discreto salasso alle nostre finanze, ma le nostre vacanze estive si sono un po' ridimensionate. Un pomeriggio che eravamo in una piscina comunale, mentre stavamo sdraiati al sole, ho sentito qualcuno che mi ha chiamato; mi son voltato ed ho visto venir verso di noi Carlo, un mio carissimo amico, che non vedevo da almeno tre anni. Lui si era trasferito insieme alla sua famiglia in una cittadina della costa Toscana, dove i suoi genitori gestiscono un grosso supermercato.
«Michele, vecchio gufo, che fai qui?»
Mi son alzato in piedi e l'ho abbracciato; poi gli ho presentato Simona ed ho visto quanto lui abbia indugiato con lo sguardo sul suo corpo; lo stesso ha fatto anche lei, perché, in ogni caso, Carlo è un ragazzo che non passa inosservato, in quanto munito di un fisico scolpito da anni di nuoto, capelli neri ricci ed occhi di un azzurro molto intenso. Ci siamo spostati tutti e tre al bar e, mentre sorseggiavamo una bibita, gli ho spiegato che, essendo un po' in ristrettezze economiche, avevamo deciso di trascorrere l'estate, prendendo il sole in questa piscina pubblica. Lui mi ha sorriso, mi ha messo una mano sulla spalla ed ha avanzato subito una interessante proposta.
«Michele, mi sorprendi! A cosa servono gli amici, se non ti vengono incontro quando ne hai bisogno? Ti sei forse dimenticato che la mia famiglia possiede una casa all'Isola d'Elba e, guarda caso, la prossima settimana vado proprio in vacanza lì, dove mi dovrebbero raggiungere altre due/tre coppie di amici, avendo a disposizione almeno 8/9 posti letto? Dai, venite anche voi; a parte il biglietto del traghetto, non spenderesti altro!»
Naturalmente abbiamo accettato e, la settimana dopo, siamo partiti insieme a lui ed abbiamo raggiunto questa splendida abitazione, situata nelle vicinanze di Portoferraio. Dopo due giorni, però, due delle coppie che dovevano venire hanno dovuto rinunciare per motivi familiari e, al loro posto, è venuto Paolo, lo zio di Carlo e, il giorno successivo, anche Alberto, il fratello più giovane del padre di Carlo. Quando li abbiamo visti arrivare, ho notato come Simona li osservava ed ho capito che era intrigata da questi due maschi abbastanza maturi, rispetto a noi, perché Paolo, nonostante avesse quasi una cinquantina d'anni, si presentava bene nell'aspetto fisico, tenendolo ben curato, per cui ne dimostrava almeno una decina di meno, mentre Alberto, con i suoi 40 anni, era sicuramente un bel maschio con un fascino alquanto particolare. Inoltre mi son reso conto che Simona era l'unica femmina in mezzo a noi quattro. Fin dal primo giorno ho notato come tutti e tre hanno trattato la mia compagna, mettendola a suo agio e facendola sentire una regina; non c'era occasione, che non si sprecassero complimenti nei suoi confronti. Il secondo giorno, abbiamo preso a noleggio un grosso gommone e siamo andati a far il giro dell'isola, alla ricerca di qualche spiaggia un po' più defilata, visto e considerato che la zona dove eravamo, era molto affollata di turisti. Paolo poi si è rivelato esser un profondo conoscitore dell'isola ed ha fatto rotta verso una zona dove, un tempo, c'erano delle miniere e, senza nessuna difficoltà, ha portato il gommone in un angolo, assolutamente incantevole. Una sottile lingua di sabbia ai piedi di una grossa scogliera, inaccessibile da altri punti, se non dal mare e così, dopo aver scaricato i nostri bagagli, costituiti da ombrelloni, sdraio, borse frigo cariche di cibarie varie, abbiamo ormeggiato il gommone a pochi metri dalla riva. Appena sistemati ombrelloni e sdraio, Paolo si è tolto maglietta e pantaloncini, mettendosi nudo, subito imitato da Alberto, mentre Carlo mi ha guardato un attimo per rendersi conto della reazione che potessimo avere io e Simona; mi son girato verso di lei che, dopo un attimo di esitazione, ha lasciato cadere il suo costume, rimanendo nuda; quella manovra ha suscitato subito l'approvazione di tutti. Mi son reso conto che i tre maschi nudi, davanti a mia moglie, erano veramente tutti e tre ben messi, non tanto in lunghezza, quanto in circonferenza, mentre Alberto era sicuramente quello che lo aveva più lungo e grosso di tutti. Anch'io mi son spogliato e poi mi son tuffato in acqua, per un bagno rinfrescante, seguito da Carlo, mentre ho lasciato Simona a parlare con Paolo ed Alberto, che, intanto, avevano preso a spalmare della crema protettiva sulle spalle della mia compagna. Appena in acqua, Carlo si è avvicinato a me e mi ha chiesto se fosse tutto ok; temeva che la faccenda del nudismo potesse avermi infastidito.
«Spero che per te non sia un problema, se ci siamo messi nudi.»
Ho sorriso ed ho risposto che non era la prima volta che facevamo del nudismo, quindi, sia per me che Simona, non era un problema star nudi in mezzo ad altra gente. Siamo tornati a riva e ci siamo distesi al sole; abbiamo trascorso una gran bella giornata tra bagni, risate e interminabili partite a carte. Per stimolare ancor più lo spirito agonistico di queste partite a Scala 40, Paolo ha suggerito di mettere una posta: "il perdente sarà quello che pagherà il gelato questa sera"! È stata una bella battaglia e, alla fine, è risultato Alberto il perdente, che ha assicurato di mantenere l'impegno in favore di tutti. Un po' prima del calar del sole, siamo rientrati in porto e poi siamo tornati a casa; ci siamo fatti una doccia rinfrescante e preparati per uscire tutti quanti insieme, a cena. Naturalmente Simona ha offerto il meglio di sé, indossando un outfit alquanto provocante, com'è nel suo stile, e questo ha subito fatto brillare gli occhi di tutti quanti. Simona ha indossato un sottile vestito di lino bianco, molto aderente quanto trasparente, che modellava il suo corpo, rivelando le sue belle e statuarie forme. Siamo andati a cena in una pizzeria, ci siamo divertiti molto a ridere e scherzare e, quando siamo usciti e ci siamo seduti al tavolino di una gelateria, Alberto ha pagato il gelato a tutti e, mentre lo stavamo mangiando, mi son accorto che Simona, non aveva indossato alcun tipo di intimo. Ho anche notato che la cosa non era sfuggita a nessuno e questo, unito al fatto che tutti e tre si son dati una bella occhiata, mi ha fatto capire che la cosa li stava intrigando in maniera particolare. Dopo aver mangiato il gelato, abbiamo passeggiato un po' per il paese, ma c'era troppa confusione e così abbiamo deciso che la giornata potesse considerarsi conclusa. Rientrati, siamo andati in camera nostra e, sdraiati nel nostro letto, abbiamo cominciato a scopare; ho sentito Simona particolarmente calda e vogliosa e così, mentre la pompavo con dolcezza, le ho chiesto cosa ne pensasse dei nostri tre compagni di vacanza. Lei, all'inizio, ha fatto finta di non esser per niente interessata.
«Sono carini, simpatici ed anche molto educati; in particolare, mi fanno sentir coccolata!»
Ho capito che quel suo parlare era carico di sottintesi, di proposito cercava di evitare argomenti che potessero apparire scabrosi, così l'ho esortata a parlare liberamente.
«Amore, lascia perdere queste cose e dimmi chiaramente cosa pensi di loro: sai benissimo a cosa mi sto riferendo.»
«Certo, son tutti e tre dei bei maschi, specie Alberto e Paolo! Ma anche tu e Carlo siete dei bei ragazzi!»
Non ancora soddisfatto della sua risposta, ho continuato ad insistere.
«Andiamo, sii chiara; a me sembra che i loro cazzi siano più che desiderabili perché superiori al mio, in tutto!»
Mentre facevo queste affermazioni, mi son accorto che si era bagnata ancora di più e così l'ho guardata negli occhi e lei, alla fine, ha ammesso la realtà.
«Sì, è vero! Specie Alberto e Paolo, hanno due belle verghe! Ma io mi diverto bene anche con il tuo e… dai, non farti venire strane idee in testa!»
Le ho dato un bacio ed ho preso a scoparla con più vigore; poi ho avvicinato la mia testa alla sua e le ho sussurrato qualcosa all'orecchio, che l'ha portata ad un orgasmo immediato.
«Ammettilo che ti piacerebbe se, in questo momento, al posto del mio cazzo, ci fosse quello di Alberto, così grosso e lungo; magari ti piacerebbe avere anche quello di Paolo in bocca e, per completare il gioco, anche quello di Carlo nel culo; dai, ammettilo, che la tua figa non mente; sento che ti stai bagnando come non mai a questa fantasia, che potrebbe divenire realtà solo se tu lo volessi!»
Ha fatto un respiro profondo e poi ha iniziato a godere tipo fontana.
«Sei un maiale! Un porco, che comincia a conoscermi troppo bene! Ebbene sì, lo ammetto: mi piacerebbe! Mi piacerebbe farmi spaccare la figa da quel grosso cazzo ed accogliere gli altri in bocca e nel culo! Ma tu? Saresti contento che ti facessi cornuto? Saresti davvero contento a vedermi stretta in mezzo a loro, che mi penetrano ogni buco?»
Non ho fatto in tempo a rispondere, perché solo l'idea di immaginar lei a tener testa a quei tre maschi, mi ha fatto sborrare all'istante.
«Sì, amore; mi farebbe impazzire molto, vederti sbattuta da loro!»
Subito dopo mi ha baciato in bocca e siamo rimasti abbracciati, mentre ci abbandonavamo al sonno. Il giorno successivo, abbiamo rifatto la stessa cosa: siamo tornati a gettar l’ancora nello stesso posto e anche in questa occasione ci siam messi tutti nudi. Dopo un po' che eravamo stesi al sole, Alberto e Paolo son andati a fare il bagno e così mi son unito a loro. Una volta in acqua, abbiamo nuotato fino ad uno scoglio lì vicino e, raggiuntolo, vi siamo saliti sopra a riprender fiato. Ho guardato verso la spiaggia ed ho visto Carlo che stava giocando ai racchettoni con Simona; vedevo il suo seno sobbalzare ad ogni colpo. Alberto ha guardato verso Paolo e poi mi ha chiesto una cosa.
«È proprio una gran figa la tua donna; ma dimmi: ti eccita sapere che altri la guardano perché irretiti dalla sua sensualità?»
Ho sorriso ed ho visto che stavano aspettando la mia risposta; così sono stato molto chiaro.
«Certo, che mi eccita! Ed anche lei è felice di esibirsi e… per vero, non mi basta: vorrei qualcosa di più esplicito, ma ancora non si è mai verificato!»
Paolo ha guardato verso Alberto e poi verso di me; ha chiesto una conferma alle mie parole.
«Ci stai dicendo che ti piacerebbe vederla al centro delle attenzioni di qualche altro maschio, ma... sei certo che questo non ti infastidirebbe?»
Gli ho spiegato che avevamo giocato diverse volte su spiagge nudiste, con tanti singoli che si erano segati per lei, senza mai crearsi la situazione giusta per andare oltre; però ero convinto che ormai Simona fosse pronta a questo ulteriore passo nella trasgressione!
«Non mi dispiacerebbe, se si creasse l'occasione di giocare tutti insieme!»
Loro hanno sorriso e siam tornati sulla spiaggia; ci siamo messi a giocare anche noi con i racchettoni, insieme a loro. Quando il sole ha preso a picchiare più forte, ci siamo riparati sotto gli ombrelloni ed abbiamo mangiato della frutta; poi abbiamo iniziato a giocare a carte, come sempre. Ho visto Paolo ed Alberto che si son rivolti un'occhiata; allora Alberto ha detto che, questa volta, anziché il gelato bisognava alzare la posta per render il gioco ancor più piccante.
«Dai, facciamo che chi perde, paga pegno!»
Abbiamo iniziato a giocare e barare spudoratamente, in modo che, poco dopo, risultava Simona ad aver perso la maggior parte delle partite. A questo punto, Alberto ha guardato gli altri due e poi me; si è girato verso di lei ed ha chiesto di pagare il suo pegno.
«Simona, direi che hai un debito con tutti noi, che puoi pagare in un modo che possa star bene anche al tuo compagno.»
Si è girato verso di me; allora ho capito ed ho iniziato a baciare Simona sul collo, ad accarezzarle il seno e ad aperto le cosce, mettendo in mostra la sua splendida fighetta, parzialmente depilata. È stato il segnale che ha dato il via a tutto il gioco. Immediatamente si sono avvicinati tutti e tre ed hanno cominciato a presentare davanti alla bocca di Simona i loro cazzi, che, in breve tempo, sono stati fagocitati, facendoli diventare grossi e duri. Lei ha preso ad alternarli in bocca, passava da una cappella all'altra, quasi fosse impazzita e sbavava, mentre il suo corpo veniva scosso dal piacere che Carlo le procurava, per averle infilato due dita in figa.
«Uumhmmm…. Sì, così mi piace! Mi fate godere, maiali! Siete dei maiali e… vengo!»
Ho visto la mia compagna preda di una frenesia erotica mai nemmeno immaginata, mi son reso conto che, in quel preciso momento, era diventata la nostra puttana. L'ho fatta sdraiare a cosce aperte e sono stato il primo a penetrarla, mentre gli altri continuavano ad alternare i loro cazzi nella sua bocca. Che bello scoparla, mentre la vedevo intenta ad alternar in gola quei grossi cazzi; il tutto era per me talmente eccitante, che mi son reso conto che, di lì a poco, sarei potuto venire; così, dopo averla pompata per un po', giusto il tempo di farle raggiungere un primo orgasmo, mi son tirato fuori all'istante. Lei si è tolta il cazzo di bocca ed ha protestato.
«Ehiiii!! Perché lo hai tolto?! Rimettilo subito dentr… OOH! OOH! Umhmum…»
Non ha fatto in tempo a dire altro, perché, nel frattempo, Paolo l'aveva messa a pecora ed Alberto le aveva di nuovo infilato il cazzo in bocca; intanto Carlo era inginocchiato di lato e la masturbava; ho visto che, dopo aver appoggiato quel grosso membro tra le pieghe della sua ostrica, con due spinte decise Alberto le è entrato dentro e la teneva per i fianchi, mentre la scopava come un vero toro da monta! Mi son spostato un attimo di lato, rimanendo in ginocchio con il cazzo in mano, mentre ora osservavo questi tre maschi che stavano facendo impazzire la mia Simona. Era sconvolgente vedere come la facevano godere, poi, d'un tratto, Simona ha avuto un orgasmo così forte, che ha squirtato!
«VENGO! VENG…HUMMM… VENGOOOO!!»
Per fortuna che eravamo in una spiaggia deserta, altrimenti anche altri avrebbero sentito le sue urla di piacere. Anch'io ero molto eccitato e mi son avvicinato; Paolo le aveva lasciato la bocca libera, e così gliel'ho infilato dentro; lei ha preso a succhiarmi così forte, mentre continuava a godere, che son venuto e le ho sborrato in bocca. Ha raccolto tutta la mia crema e l'ha ingoiata. Mi ha pulito il cazzo alla perfezione, poi ha sollevato gli occhi e mi ha impartito un ordine perentorio.
«Appena ti sarai soddisfatto, lasciami con loro, che ho voglia di continuare a godere. Mi farò scopare forte da loro e tu dovrai solo guardare!»
Mi son inginocchiato di lato ed ho visto realizzate tutte le mie fantasie. Paolo si è sdraiato e si è fatto cavalcare da Simona; mentre Alberto glielo infilava in gola, Carlo si è posizionato dietro di lei e, lentamente, glielo ha infilato nel culo. Vederla posseduta da tre maschi contemporaneamente, mi ha portato a sborrare senza toccarmi! Ha goduto così tanto che ho perso il conto di quante volte lo ha urlato, ma, d'un tratto, ho visto che Alberto ha cominciato a sborrare in faccia a Simona, che cercava di raccogliere il più possibile di quei generosi schizzi di sbroda, che le finivano addosso, su faccia e tette.
«Tieni, troia, prendi la sbroda in faccia! Le puttanelle come te, impazziscono con questi trattamenti. Adesso assaggia bene la mia crema, che poi te ne darò ancora.»
Anche Carlo si è sfilato dal suo culo e le ha schizzato in faccia e in bocca; anche in questo caso, lei ha cercato di prenderne il più possibile in bocca. Paolo invece ha inarcato le gambe ed ha preso a sbatterla dal basso, poi anche lui, con un bel grugnito, ha schizzato dentro la figa di mia moglie tutto il suo piacere.
«Cazzo, vengo anch'io! Che bello poterti riempire! Simona, sei una troia fantastica!»
Siamo rimasti per un lungo istante tutti immobili, poi un piccolo applauso è partito da loro tre.
«Fantastica. Simona, sei stata fantastica! Simona, sei una troia eccezionale! Michele, sei l'uomo più fortunato del mondo ad aver trovato una donna così stupenda!»
Subito dopo, loro sono entrati in acqua per un bagno rinfrescante e, mentre io guardavo Simona, mi ha sorriso.
«Allora amore? Ti è piaciuto il gioco che abbiamo fatto?»
Si è appoggiata a me per sollevarsi in piedi, perché era alquanto malferma sulle gambe; poi, mentre ci dirigevamo anche noi verso l'acqua, mi ha abbracciato e mi ha dato un bacio.
«È stato meraviglioso! Ho goduto come mai mi era capitato in vita mia! Amor mio, sei stato fantastico e…»
Non le ho fatto aggiungere altro, perché l'ho baciata in bocca e poi, quando ci siamo staccati, ho sorriso tenendola stretta a me, mentre entravamo in acqua.
«Intanto fammi dire che sei stata meravigliosa; se ti è piaciuto, ogni volta che vorrai lo rifaremo!»
Mi ha sorriso e mi ha tenuto stretta a sé, mentre facevamo insieme il bagno; anche gli altri si son avvicinati e si son divertiti a ridere e scherzare con lei. Abbiamo continuato a scopare Simona tutti e quattro insieme, per tutto il resto della vacanza e, da allora, ogni volta che si crea l'occasione, ci ritroviamo insieme, soprattutto con Alberto, che qualche volta viene a casa nostra, insieme a Dario, un suo amico maturo, un vero superdotato che, quando scopa Simona, le dilata la figa così tanto che, per due giorni, resta aperta. Dario è anche un noto avvocato e, da una settimana ha assunto Simona nel suo studio e, ogni mattina, appena lei entra in studio, lui si fa fare un magnifico pompino, perché dice che così la giornata comincia con i migliori auspici. Simona è davvero orgogliosa e contenta di farlo sborrare bene e velocemente. Ovviamente, tutto questo mi rende sempre più fiero di averla per moglie.
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